Il movimento al quarzo

Un Rolex è un orologio appartenente a un marchio solido, coronato come vuole il suo logo di oggetto quasi blasonato, che ha fatto storia sin dagli inizi del XX secolo. Un orologio Rolex è indice di classe, prestigio, lusso.

 

Io acquisto rolex a Roma perché non voglio perdere l’opportunità di indossare al polso un vero e proprio gioiello, bellissimo e costoso. Rolex è inoltre una casa che, nel corso degli anni, ha contribuito a molte innovazioni nel campo dell’orologeria.

 

Una di queste è quella di aver contribuito allo sviluppo della tecnologia al quarzo. I tecnici e gli ingegneri della Rolex furono infatti determinanti con i loro suggerimenti e la loro operatività a riguardo degli studi della nuova tecnologia che fece realtà il meccanismo al quarzo.

 

Grazie agli ingegneri Rolex la tecnologia del movimento al quarzo fu ultimata a cavallo tra gli anni sessanta e settanta del ‘900. Scopriamo la storia del movimento al quarzo.

 

La tecnologia al quarzo

 

I primi orologi da polso con tecnologia di movimento al quarzo, come abbiamo detto comparvero negli sessanta del ‘900. L’innovazione del quarzo andò a sostituire il movimento meccanico a bilanciere con una pila come fonte energetica.

 

Nel principio di funzionamento un circuito elettronico fa oscillare in maniera stabile il quarzo a frequenza di 32.768 Hz. La frequenza viene frazionata da impulsi brevissimi che alimentano una bobina adibita alla rotazione a 180 gradi di un motore.

 

L’impulso elettrico diventa meccanico e gli ingranaggi indicano ore, minuti, secondi, data e altre eventuali funzioni dell’orologio.

 

La precisione del movimento al quarzo

 

L’estrema precisione del movimento al quarzo si deve al fatto della suddivisone nel caso di un’eventuale errore di oscillazione, che in un orologio al quarzo ammonta a una frazione davvero irrisoria: soltanto 0,02 secondi al mese.

 

Questo è sicuramente un dato di fatto che segnala l’attenta precisione del movimento al quarzo di un orologio rispetto al movimento meccanico.

 

Il movimento al quarzo è poi anche molto meno soggetto all’usura rispetto a quello che può accadere a un orologio meccanico, fatta eccezione per la lubrificazione, che si altera col il passare del tempo.

 

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