Come avviene il passaggio dal vecchio al nuovo digitale terrestre

Entro l’anno 2022 cambierà lo standard di trasmissioni televisive del digitale terrestre, ovvero quello che stiamo usando per vedere i nostri programmi preferiti, sarà sostituito da un modello di ultima generazione.

In sostanza molti telespettatori che possiedono un apparecchio prodotto antecedentemente al 2016, probabilmente si vedranno costretti ad acquistarne uno nuovo o al massimo ad affiancarlo con un decoder, in grado di ricevere e trasmettere il nuovo segnale di codifica.

Al contrario coloro che dispongono di una TV comprata dopo il 2017, non dovrebbero aver alcun problema di recezione, visto che da quella data i fabbricanti erano obbligati ad immettere sul mercato, prodotti già compatibili.

Il nuovo standard di trasmissione è meglio conosciuto come DVB-T2, che si userà al posto dell’attuale DVB-T, offre davvero tanti vantaggi, iniziando da una migliore qualità sia del video che dell’audio, inoltre si potrà accedere ad un numero maggiore di canali.

Il vero cambiamento inizierà nel 2020 e si completerà nel 2022, quando tutti i canali passeranno al nuovo digitale terrestre, quindi il tempo del trasferimento sarà graduale, si partirà dalle emittenti private, per poi passare ai canali della RAI e per finire a tutte le altre emittenti.

Dal 1° gennaio al 31 maggio 2020 le regioni interessate saranno: Sardegna, Campania, Lazio, Liguria, Toscana ed Umbria.

Dal 1° giugno al 31 dicembre 2020 sarà la volta di: Lombardia, con esclusione della provincia di Mantova, Piacenza e provincia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 toccherà a: Sicilia, Catanzaro e provincia, Reggio Calabria e provincia, Vibo Valentia e provincia.

Ed infine dal 1° settembre al 31 dicembre del 2021: Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, provincia di Cosenza e Crotone.

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